Gli italiani vogliono una vita sostenibile

carrello della spesa ecoSecondo un recente studio sulle abitudini per ridurre l’impatto sull’ambiente, gli italiani sono virtuosi ma non troppo, e l’attenzione all’ambiente cresce tra i giovani.

Il 50% degli italiani è sensibile ai temi sulla sostenibilità e il 48% compra prodotti eco. Il 36% è indifferente e il 14% è quasi ostile all’argomento. La sostenibilità è in primo luogo una risposta a bisogni inconsci: la paura, per esempio. E proprio il ruolo della crisi è stato decisivo perché ha dimostrato l’insostenibilità di molti comportamenti, la scarsità delle risorse e ha diffuso l’importanza di avere atteggiamenti più prudenti. Per altri poi la sostenibilità è diventata un’alternativa alla politica e un modo per avere risposte immediate, concrete. In questi casi i giovani sono i più coinvolti, anche perché hanno difficoltà a identificarsi nei partiti, nelle ideologie e desiderano fare qualcosa che dia riscontri visibili in tempi brevi.

Lo studio ha identificato quattro tipi di atteggiamenti “verdi”. Ci sono i “promotori dell’impegno condiviso” che praticano una sorta di ambientalismo militante, pensano che tutti possano fare qualcosa e che la sostenibilità sia un valore. Ci sono poi le “voci giudicanti”, persone che sentono l’esigenza di vedere sanzionati i comportamenti di chi inquina e produce rifiuti. E sempre d’ispirazione ideologica, è la visione degli “eco-nostalgici” che anelano un ritorno al passato e ritengono il risparmio e la riduzione dei consumi veri obiettivi da raggiungere. Infine, c’è “l’avanguardia dei consumatori sostenibili”: hanno una chiave di lettura più moderna, pragmatica e sono disposti a pagare per comportamenti più virtuosi. Sono proprio questi ultimi a guidare la carica di quanti (60%) indirizzano i loro acquisti prevalentemente verso prodotti dei big del mercato, individuati come garanti di atteggiamenti ecofriendly.

Tutti i grandi marchi hanno programmi di sostenibilità. I progetti realizzati sono molto diversi e variano dalla ricerca di imballaggi sempre più facilmente smaltibili e riciclabili alla riduzione dei consumi idrici, dalla presenza sempre più massiccia di impianti fotovoltaici per integrare il fabbisogno energetico delle fabbriche al ricorso a nuove tecnologie produttive a basso impatto ambientale. Grossi sforzi sono poi dedicati alla corretta informazione del consumatore, sempre più esigente e attento alle indicazioni riportate sull’etichetta, e quella degli stessi dipendenti per i quali sono organizzate attività specifiche di educazione ambientale.

In conclusione il 50% degli italiani è attento all’ambiente e acquista prodotti “eco”, mentre il 60% opta per i grandi marchi più attenti a non sprecare.

 

Fonte: Corriere.it

 

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