Il pianto e le coliche del bambino

Il pianto è il mezzo più efficace con cui il bambino comunica e spesso spaventa molto i genitori. Tuttavia il pianto forte non  indica mai un malessere fisico perché se il bambino sta realmente male non ha la forza di piangere e si lamenta.

Esistono diversi tipi di pianto e ciascuno indica un fabbisogno, una necessità o un’esigenza non soddisfatta, come ad esempio:

  • fame: il bambino piange prima della poppata o subito dopo e smette di piangere appena riesce a succhiare un’altra cosa (dito, succhiotto, giocattolo, ecc.). E’ un pianto discretamente forte e irritato, che varia di intensità a seconda che il bambino riesca a succhiare qualcosa o no;
  • stanchezza: è un pianto monotono e debole che finisce e poi ricomincia. Si manifesta quando il bambino è sottoposto a molti stimoli esterni (giochi, tv, radio, ecc.) che non riesce a controllare;
  • noia: il bambino piange se non è stimolato ed è lasciato solo per molto tempo. E’ un pianto debole e il bambino si calma appena sente la voce di un adulto.

Tuttavia molte volte il bambino piange senza alcuna ragione evidente e questo pianto apparentemente immotivato è in genere attribuito alle coliche. In questi casi le cause non sono organiche ma relative alla situazione psicologica dell’ambiente e cioè alla relazione psicologica e affettiva tra mamma e figlio. Le coliche  generalmente si manifestano con un pianto violento e rabbioso al tardo pomeriggio o alla sera. Il bambino è arrabbiato, grida forte per fare dispetto, si compiace di piangere, agita braccia e gambe, stringe e agita i pugni, è rosso in faccia e prende e lascia continuamente il succhiotto. Ma cosa si può fare quando c'è una reale causa organica (intolleranza al latte, cattiva digestione, ecc.)? La terapia più semplice è la somministrazione di farmaci ma spesso non fa scomparire il disturbo! Bisogna essere certi della causa: oltre al pianto ci devono essere altri sintomi quali feci digerite male, rigurgiti, scarsa crescita, ecc.. Insomma non deve trattarsi di una facile scappatoia diagnostica!

Quando il pianto non ha una causa organica, la constatazione che il bambino cresce regolarmente nonostante le coliche in genere induce il pediatra a minimizzare la situazione. Ma se i genitori cedono psicologicamente la situazione può peggiorare. Il pianto del bambino può generare nei genitori reazioni non adeguate e contrastanti che vanno da un eccesso interventistico ad una rassegnata indifferenza, ma entrambi questi atteggiamenti non sono adeguati a risolvere la situazione e possono peggiorarla. In concreto quando il pianto non ha cause organiche è consigliabile attirare l’attenzione del bambino creando fatti alternativi, ad es. portandolo a fare un giro in auto, massaggiandogli l’addome delicatamente, cambiandogli posizione, facendo rumori diversi dai soliti, ecc.. Il tanto consigliato piccolo clistere è praticamente inutile, come è inutile e dannoso colpevolizzare la mamma che ha tutte le ragioni per essere tesa e ansiosa.

 

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